Protrusione discale: Terapia ed esercizi utili.

Durante la prima visita spesso mi capita di incontrare pazienti che mi chiedono: “Sul referto c’è scritto protrusione discale, che significa?”.  In questo articolo vi spiego che cosa si intende per protrusione discale, le cure e vi riporto qualche accorgimento da attuare a riguardo.

Che cosa indica il termine protrusione discale?

Per capire il significato di questo termine partiamo da qualche accenno di anatomia:
La nostra colonna è costituita da vertebre separate tra loro dalla presenza del disco intervertebrale: struttura composta da una porzione esterna di cartilagine (anulus fibroso) e una porzione interna gelatinosa (nucleo polposo). La funzione di questo disco è quella di ammortizzare e distribuire le forze che si esercitano lunga la colonna a seguito dei movimenti del corpo.

Le alterazioni di spessore e/o della posizione dei dischi intervertebrali costituiscono le cosiddette discopatie (in cui ritroviamo la protrusione e l’ernia discale). Le sedi più frequentemente coinvolte, ma non esclusive, da discopatie sono il tratto lombare/lombosacrale (L3-L4L5-S1) e cervicale (C5-C6, C6-C7).

La protrusione discale è caratterizzata dal danneggiamento-indebolimento dell’anulus fibroso che può spostarsi dalla sua localizzazione fisiologica, fino al possibile contatto con le radici nervose.  Essa si verifica generalmente nella regione posteriore del disco e può essere ripotata come protrusione ad ampio raggio, mediana, paramediana ecc. Questi termini sono riportati nei referti degli esami strumentali ed indicano come si presenta e l’orientamento della protrusione.

In questa condizione, a differenza di ciò che avviene nell’ernia discale, non prevede la fuoriuscita del nucleo polposo dalla sua sede verso il canale midollare.

Nel lungo periodo, se non vengono effettuati accorgimenti al fine di evitare un peggioramento della condizione, la protrusione può aggravarsi fino ad incorrere nell’ernia.

Quali sono le cure

La cura ed il trattamento della protrusione discale dipende principalmente dall’entità della condizione stessa.  La terapia chirurgica viene riservata per i casi di protrusione grave, mentre per il resto la terapia classica è di tipo conservativo. Spesso ci si avvale, soprattutto nella fase acuta, di un approccio farmacologico(antidolorifici, antinfiammatori e spesso miorilassanti). Risulta molto di aiuto per alleviare i sintomi ed accelerare il recupero di movimento, sia nella fase acuta che in quella cronica, il trattamento osteopatico.

Nella mia pratica professionale, con pazienti che riportano protrusioni discali, l’obiettivo che mi pongo è quello di ristabilire una corretta distribuzione delle forze e dei carichi da un punto di vista biomeccanico e posturale, oltre che ristabilire un corretto movimento del rachide in toto. Questo modus operandi permette di evitare che si instaurino e/o perdurino delle zone di maggior sovraccarico rispetto ad altre, scongiurare l’instaurazione di condizioni che possono indurre o aggravare la protrusione discale, alleviare ed eliminare la sintomatologia dolorosa riferita dal paziente.

Oltre al trattamento, consiglio ai miei pazienti di praticare ddella ginnastica leggera, yoga o pilates, per ottimizzare i risultati ottenuti con il trattamento, garantire elasticità del corpo ed evitare recidive.

Cosa è bene fare e cosa non

In primo luogo consiglio di evitare sforzi eccessivi: se dovete necessariamente sollevare un peso/dei carichi, assicuratevi di non sovraccaricare la schiena ma di utilizzare come leva le gambe/ginocchia. Evitate la torsione della schiena (in particolar modo quando sollevate qualcosa): questo movimento stressa molto il disco intervertebrale. Spesso spiego ai miei pazienti degli esercizi di stretching muscolare eseguibili facilmente a casa, in completa autonomia e senza richiesta eccessiva di tempo. Questi esercizi permettono di allungare la muscolatura, evitare eccessivi stati di tensione muscolare, ridurre la sensazione di rigidità e si favoriscono il ripristino di un movimento più armonico e libero da impedimenti.

About Osteopata Federica Testoni

Osteopata Federica Testoni, diplomata in Osteopatia presso Icom College of Osteopathic medicine, Master of science presso Nescot College, University of Surrey (Uk). Libera professionista ed assistente alla docenza presso Icom College. Iscritta alla Federazione Sindacale Italiana Osteopati (Fe.S.I.Os)

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