Ho fumato per 15 anni e ho smesso da 7 mesi. Come ho fatto? Ecco la mia esperienza.

Gli inizi

Il vizio del fumo è molto diffuso, almeno così lo percepivo e percepisco ancora. Io ho cominciato all’età di 15 anni. Non ebbi particolari difficoltà ad andare dal tabaccaio ed acquistare il primo pacchetto di Camel light. Solo una volta incontrai un tabaccaio che, vista la mia tenera età,  si rifiutò di darmi le sigarette. Per il resto, era come andare a comprare il pane.

Ricordo che il primo pacchetto che comprai erano delle camel light da 10, per poi passare al pacchetto da 20 al prezzo di 3,20 euro. Per un fumatore da anni, parlare di pacchetti da 10 o da 20 al costo di 3.20 euro, è tornare indietro negli anni, o come si dice ora, è vintage. 

Pensavo di poter smettere quando volevo (le prime settimane, forse…) 

Tipico  di ogni inizio. Ogni fumatore ricorda le prime sigarette, e io anche: facevano davvero schifo. Per quanto io stessa quando fumavo fossi convinta che mi piacesse e non lo trovassi fastidioso, il gusto e l’odore sgradevole delle prime sigarette ogni fumatore le ricorda. Io quelle sensazioni le ho ancor vivide nella memoria: forti, da far mancare il respiro, puzzolenti e con un sapore che impastava la bocca, tale da far venire il vomito. Nonostante questo le fumavo “solo per stare in compagnia” (all’inizio la circostanza in cui accendersi una sigaretta era quella). Ma proprio con questa scusa “dell’occasione sociale” mi dava la parvenza di avere tutto sotto controllo, di non esserne succube o per lo meno, di poter scegliere se fumare o meno quando mi andava. Invece ne divenni dipendente senza accorgermene. Fumavo da sola, per strada e sul balcone, perdendo quindi il concetto del “è per stare in compagnia” e tutto quel gusto strano, la puzza, la fatica a fumare non la percepivo più. C’ero dentro, senza essermene resa conto e senza che abbia mai accettato di esserne dipendente. Ad ogni fumatore a cui gli si chieda: “potessi tornare indietro, rincominceresti?” chiunque, ma giuro chiunque, anche il fumatore più incallito, risponderà di no.

Così andai avanti, per 15 anni.

Ormai ne ero dipendente 

A dire il vero non c’è stato un momento in cui mi accorsi di esserne dipendente. Non c’è stato un momento in cui mi sono detta: “caspita, se non fumo sto male, sono nervosa”. 

Ricordo benissimo quanto fossero irritanti le frasi come ” puzzi”, “ti fa male”, “farai fatica a respirare”, “ti stai avvelenando”, “stai buttando salute e soldi”. Chi non ha mai fumato non può capire cosa voglia dire/cosa o quale sia il ruolo della sigaretta per un fumatore. Voglio dire una cosa proprio da ex fumatrice a coloro che detestano il fumo o che non hanno mai fumato: tenetevele per voi ste frasi (che tra l’altro molto spesso nessuno vi ha chiesto). Non giudicate le persone per situazioni/bisogni che non comprendete. Ognuno si può migliorare e non per questo deve essere giudicato o etichettato. E sinceramente: non ho ancora conosciuto una persona che, risparmiando i soldi di anni e anni di non fumo, si sia comprato una Lamborghini…. Perciò, visto che sono sicura che queste vostre frasi intendano dire ” ti voglio bene, smetti di fumare per te e per me,  ti voglio nella mia vita ogni giorno”, vi do un consiglio proprio da ex fumatrice: parlate con il cuore ai vostri cari/amici che fumano, spegneranno la sigaretta spontaneamente. 

Ho smesso: come ho fatto.

Non so esattamente cosa mi sia scattato nella testa quando cercai, nella libreria della mia camera, un libro acquistato molti anni prima. Ai tempi del liceo mi raccomandarono quel libro dicendomi ” sei giovane e ancora in tempo (come se non fossi già ai tempi dipendente) per smettere” così lo comprai, lo lessi velocemente e di sfuggita (spinta solo dalla curiosità) e lo richiusi. Rimase nella libreria 10 anni.  

Ad aprile ritrovai quel libro: “Smettere di fumare è facile, se sai come farlo” di Allen Carr (costo 10 euro).

Chi ha avuto modo di conoscermi, sa che non pubblicizzo nulla, anzi: quelle volte che mi è stato proposto di pubblicizzare prodotti ai miei pazienti mi sono sempre rifiutata categoricamente, non lo trovo etico. Io ho smesso di fumare leggendo il libro, ma non grazie ad esso

Non che volessi davvero smettere di fumare, o meglio: come ogni fumatore sotto sotto avrei voluto non avere mai iniziato, ma non me ne fregava smettere davvero.

Ho studiato il libro, non l’ho letto

Così decisi di riprendere quel libro e rincominciarlo. Da quel momento capii che dentro di me c’era una curiosità e una volontà di voler cambiare qualcosa nella mia vita, in positivo.  Non volevo ancora effettivamente smettere, ma volevo scoprire (e poi, dopo qualche capitolo, divenne un voler capire) il punto di vista di un ex fumatore storico (mi sembra che abbia fumato per 40 anni, più di un pacchetto al giorno!).

Leggendo il libro mi rivedevo sempre di più in ciò che l’autore scriveva.  Capivo e sapevo a cosa si riferiva quando diceva che si doveva nascondere quando la sua compagna lo sorprendeva fumare e le dava un dispiacere, quando andare ad una cena con persone che non fumano è imbarazzante, quando ci si sente a disagio a parlare con qualcuno per il timore di avere l’alito puzzolente, quando si ha il fiatone a fare qualsiasi cosa, quando l’idea di prendere un volo aereo lo si associa al “non posso fumare per un sacco di ore” e così via.

Ho vacillato per un momento

Leggendo mi venivano in mente sempre più episodi della mia vita analoghi a quelli riportati nel libro. Decisi quindi di scrivere le mie riflessioni riguardo ciò che leggevo su un quadernino. 

Poco dopo la metà del libro ci fù un momento in cui ebbi delle perplessità. Ero restìa ad andare avanti con la lettura, ma non avevo un motivo (almeno apparentemente). Probabilmente il mio subconscio stava capendo che se fossi andata avanti sarei arrivata ad un momento in cui avrei dovuto realmente decidere se smettere o andare avanti con il fumo. E sai… cambiare abitudini e routine dopo 15 anni, ti spiazza un pò.

Non lo sapevo ma, sotto sotto, avevo paura. Temevo di cambiare la mia routine, le mie abitudini, di non avere più momenti miei, che sarebbero cambiati i momenti di chiacchiere con altri fumatori, che mi sarei sentita perduta e, forse ancora di più, avevo paura di non farcela. Temevo di dirmi “si smetto” e poi riaprire il pacchetto, tirare fuori una sigaretta e accenderla, sentendomi profondamente delusa e triste per non esserci riuscita. 

Beh, andai avanti, munita di coraggio e testardaggine. A quel punto era subentrato il concetto del “se l’ho cominciato, un motivo c’era, quindi ora lo finisco!”. E così feci.

Fine del libro e i giorni dopo

Ero in cucina, luogo in cui ho sempre fumato e in cui mi metto a leggere i libri seduta al tavolo quando voglio proprio finirli.

Erano le 00.10 dell’ 8 Aprile 2019. Lessi l’ultima pagina, chiusi il libro, seguii le ultime istruzioni raccomandate dall’autore, buttai il pacchetto di sigarette che avevo e smisi di fumare.

I primi due/tre giorni sono stati i più faticosi. Evitavo i caffè, mi alzavo subito dal tavolo dopo i pasti per non pensare alla sigaretta e guardavo spessissimo l’orologio per rendermi conto che la giornata stava andando avanti senza le mie abitudini e io stavo resistendo. 

4/5 giorni dopo le cose sono migliorate. Pensavo sempre alle sigarette, sopratutto a quelle di “rito” (colazione, dopo caffè, dopo i pasti) ma iniziava ad essere un pensiero un pò meno ingombrante.  Mi facevo forza dicendomi “non buttare tutti gli sforzi fatti fino ad adesso, sono tot giorni che non fumo”. Ogni giorno acquisivo sempre più coraggio, tenacia e fiducia in me stessa.

Dopo la prima settimana il pensiero era ancora frequente ma pian piano (credimi) , i giorni seguenti e nelle settimane successive, il pensiero della sigaretta si fa sempre più rarefatto e sporadico.

Penso che il periodo più duro e in cui si è più sensibile alle sigarette siano le prime due settimane. Superate quelle, la strada è assolutamente in discesa

E così i giorni si sono susseguiti, diventando settimane e poi mesi. Attualmente sono esattamente 7 mesi che non fumo (8 mesi la prossima settimana!). 

Adesso 

Dall’8 Aprile non ho più acceso una sigaretta. Mi capita (raramente) di giocare con una sigaretta tra le dita, ma non l’ho mai accesa. Perché? Ho paura di rincominciare, di rivivere le necessità che percepivo quando mi mancavano le sigarette, di dover cercare aree fumatori, di sentirmi a disagio e nervosa senza sigarette ecc ecc. 

Adesso la mia giornata si sviluppa come prima, ma senza il minimo pensiero riguardo le sigarette, non ci penso proprio. Esco, sto con gli amici, mi faccio le pause a lavoro molto serenamente e anzi, le apprezzo anche di più! 

Probabilmente per una persona che non ha mai fumato tutto questo è eccessivo, nei loro panni la vedrei anche io così. Ma sono sicura che un fumatore o chi ha fumato capirà benissimo ciò che intendo dire, alla fine… ho scritto questo articolo proprio per loro!

In tutto questo ho avuto molti benefici che non sto a riportare, ma c’è na cosa che ci tengo a dirvi e che realmente mi ha resa felice: smettendo di fumare ho ritrovato e riscoperto me stessa, libera e senza vincoli.

Smettere di fumare nel mio caso è avvenuto in maniera assolutamente spontanea.

L’unica cosa che devi fare è fidarti di quello che hai cominciato a fare: se stai pensando di acquistare quel libro, se lo hai in casa da qualche parte e vorresti andare a ripescarlo, o banalmente ci stai facendo un pensierino a tutto quello che ti ho detto… c’è qualcosa dentro di te che ti sta dicendo che è giusta quella strada, seguila. Non c’è miglior guida per noi stessi del nostro  intuito.  Avrai momenti di difficoltà, non te lo nego, ma pian piano, senza neanche accorgertene, non ci penserai davvero più. E credimi, io non ci avrei scommesso neanche 2 euro sul fatto che sarei riuscita a smettere di fumare! Se ce l’ho fatta io, puoi farcela anche tu, ne sono davvero certa

About Osteopata Federica Testoni

Osteopata Federica Testoni, diplomata in Osteopatia presso Icom College of Osteopathic medicine, Master of science presso Nescot College, University of Surrey (Uk). Libera professionista ed assistente alla docenza presso Icom College. Iscritta alla Federazione Sindacale Italiana Osteopati (Fe.S.I.Os)

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